Acciaio Martensitico
Acciai inossidabili martensitici
1. Introduzione Metallurgica
Gli acciai inossidabili martensitici sono leghe Fe-Cr-C che, a differenza degli austenitici, sono temprabili — cioè la loro struttura cambia e si indurisce con il raffreddamento rapido dall'alta temperatura. Questo è il tratto che li distingue radicalmente da tutta la famiglia austenitica trattata in precedenza, e che rende la loro saldatura molto più delicata e "rischiosa" se non gestita correttamente.
Il concetto chiave da avere sempre in testa: ogni volta che salda un martensitico, il calore dell'arco trasforma il materiale in austenite nella zona riscaldata; quando si raffredda, quell'austenite ritorna martensite — una struttura dura, ma fragile e soggetta a fessurazione se non gestita con preriscaldo, apporto termico controllato e trattamento termico post-saldatura.
2. Metallurgia di Base — Il Triangolo Cr-C-Ni
2.1 Il ruolo del Cromo e del Carbonio
A differenza degli austenitici (dove il Cr è ferritizzante e il Ni austenitizzante in equilibrio), nei martensitici il gioco si fa con Cromo e Carbonio:
Cromo (11,5–18%) — sufficiente a garantire il film passivo anticorrosivo, ma non così alto da spingere la struttura verso la ferrite pura
Carbonio (0,1–1,2%) — è l'elemento che determina la durezza massima raggiungibile in tempra. Più carbonio = più durezza, ma anche più fragilità e più rischio di cricche a freddo in saldatura
Questo equilibrio si legge ancora una volta nel diagramma di Schaeffler: i martensitici occupano la zona centrale del diagramma, dove Creq e Nieq bassi portano la microstruttura verso martensite pura o martensite+ferrite delta.
2.2 Composizione chimica per grado
Grado (AISI/UNS)ENC%Cr%Ni%Mo%AltroImpiego tipico4101.40060,08-0,1511,5-13,5≤0,75——Uso generale, componentistica4201.4021/1.40280,15-0,4012-14≤0,75——Coltellerie, valvole, alta durezza4311.40570,12-0,2015-171,25-2,5——Alberi, bulloneria, migliore tenacità440A/B/C1.4109/1.4112/1.41250,60-1,2016-18≤0,750,4-0,75—Altissima durezza, cuscinettiCA6NM (fusione)1.4317≤0,0611,5-143,5-4,50,4-1,0—Giranti turbine, bassa % carbonio17-4PH1.4542≤0,0715-17,53-5—Cu 3-5%, NbIndurimento per precipitazione
Nota pratica: il CA6NM (usato molto nelle giranti di turbine idrauliche e pompe) è un martensitico "soft" a basso carbonio, molto più saldabile dei gradi da coltelleria come il 420 o 440 — è importante non confonderli: sono nella stessa famiglia ma si comportano in modo molto diverso in saldatura.
3. Trattamenti Termici — Il Cuore del Discorso
A differenza dell'austenitico (dove il trattamento termico serve raramente), nei martensitici il trattamento termico è quasi sempre obbligatorio, sia prima che dopo la saldatura.
3.1 Preriscaldo (Preheat)
Obbligatorio nella quasi totalità dei casi. Serve a:
Rallentare la velocità di raffreddamento, riducendo il rischio di martensite fragile non rinvenuta
Ridurre il gradiente termico e quindi le tensioni residue
Favorire la fuoriuscita dell'idrogeno diffusibile dal bagno di saldatura (causa primaria delle cricche a freddo, vedi punto 4.1)
GradoTemperatura di preriscaldo indicativa410, CA6NM (basso C)150-200°C420, 431200-300°C440 (alto C)250-350°C
3.2 Temperatura di interpass
Va mantenuta uguale o superiore al preriscaldo per tutta la durata della saldatura multipass — mai lasciare raffreddare il pezzo sotto la temperatura di preriscaldo tra una passata e l'altra, pena la formazione di martensite non controllata nelle passate già fatte.
3.3 Trattamento termico post-saldatura (PWHT)
Qui sta la differenza più importante rispetto agli austenitici: il pezzo va quasi sempre trattato termicamente subito dopo la saldatura, spesso a caldo, senza far raffreddare completamente il pezzo a temperatura ambiente (per evitare che tutta la martensite fresca, ancora fragile e piena di idrogeno, resti esposta a temperatura ambiente troppo a lungo).
Due trattamenti principali:
a) Rinvenimento immediato (Post Weld Heat Treatment / Tempering)
Riscaldamento a 600-750°C (sotto la temperatura critica Ac1, tipicamente 750-800°C per non ri-austenitizzare)
Trasforma la martensite fragile "as-welded" in martensite rinvenuta, tenace e stabile
Va fatto entro poche ore dalla saldatura, idealmente senza far scendere il pezzo sotto i 100°C tra fine saldatura e inizio trattamento (mantenimento della temperatura di preriscaldo fino al forno)
b) Trattamento post-riscaldo per idrogeno (Post Heating / Hydrogen Bake-out)
Mantenimento a 200-300°C per alcune ore subito dopo la saldatura, prima ancora del rinvenimento vero e proprio
Serve specificamente a far diffondere e uscire l'idrogeno dal giunto, riducendo drasticamente il rischio di cricche a freddo ritardate (che possono comparire anche 24-48h dopo la saldatura)
4. Problematiche in Saldatura — Cosa Può Andare Storto
4.1 Cricche a freddo da idrogeno (la vera minaccia dei martensitici)
Questo è il problema numero uno nella saldatura dei martensitici, molto più critico che negli austenitici. Si verifica quando tre fattori coincidono contemporaneamente:
Struttura sensibile — la martensite fresca è dura e fragile
Idrogeno diffusibile — introdotto da umidità nel rivestimento elettrodo, gas, materiale sporco/unto, umidità ambientale
Tensioni residue — dal ritiro del cordone e dal vincolo del pezzo
La combinazione porta a cricche che compaiono ore dopo la saldatura, spesso quando il pezzo sembra già "pronto" — per questo si chiamano anche "cricche ritardate".
Contromisure pratiche:
Elettrodi/fili basso idrogeno, essiccati correttamente (elettrodi basici: 300-350°C per 1-2h prima dell'uso, poi in forno di mantenimento a 100-150°C)
Preriscaldo e interpass rispettati sempre, senza scorciatoie
Post-riscaldo per idrogeno prima del rinvenimento
Pulizia accurata del giunto (no olio, ruggine, umidità)
4.2 Fragilità della zona termicamente alterata (ZTA)
Nella ZTA il materiale subisce il ciclo completo di austenitizzazione e ritempra rapida — è la zona più dura e più fragile di tutto il giunto. Un apporto termico troppo basso genera una ZTA molto stretta ma durissima (rischio cricche); un apporto termico troppo alto genera grano austenitico grossolano, che dopo tempra dà martensite a grana grossa, ancora più fragile. La finestra di apporto termico corretto va sempre verificata con la WPS qualificata, non lasciata al giudizio del momento.
4.3 Scelta del materiale d'apporto — matching vs. austenitico
Una decisione che il saldatore deve conoscere: per giunti martensitici si può usare:
Materiale d'apporto matching (stessa composizione del base, es. tipo 410/420) — richiede sempre preriscaldo/PWHT rigorosi, ma dà un giunto con caratteristiche meccaniche uniformi
Materiale d'apporto austenitico (tipo 309/308) — più tollerante all'idrogeno perché l'austenite lo trattiene meglio senza fessurarsi, usato spesso per riparazioni o quando il PWHT completo non è praticabile, ma non dà lo stesso matching di durezza/resistenza del base metallo
5. Procedure di Saldatura
5.1 TIG/GTAW (141)
Preferito per radici e spessori sottili, massimo controllo dell'apporto termico.
Polarità: DC- (DCEN)
Materiale d'apporto: matching (es. ER410, ER420) o austenitico ER309L per riparazioni
Gas: Argon puro 100%
5.2 SMAW/Elettrodo (111)
Molto usato in manutenzione e riparazione componenti.
Elettrodo basico (tipo E410-16/17, E420-16), essiccazione obbligatoria
Polarità: DC+ generalmente
5.3 MIG/MAG (131/135)
Per produzione su spessori maggiori, meno diffuso rispetto a TIG/SMAW per componenti critici.
Filo matching o austenitico secondo WPS
Gas: Ar + piccola % CO₂ (miscela simile a quella usata per austenitici)
6. Gas di Protezione
GasProcessoNoteArgon puroTIGStandardAr + 2-5% H₂—Da evitare sui martensitici (a differenza degli austenitici) — l'idrogeno nel gas aumenta il rischio di cricche a freddoAr + 2-2,5% CO₂MIG/MAGUso standard
7. Controlli Raccomandati
ControlloPerché è particolarmente importante quiLiquidi penetranti (PT)Va fatto non subito dopo la saldatura, ma dopo il post-riscaldo/rinvenimento — le cricche da idrogeno spesso non sono ancora visibili a caldoDurezza (misurazione Vickers/Brinell in ZTA)Verifica che il rinvenimento abbia effettivamente abbassato la durezza sotto i limiti di normativa (spesso <350 HV per servizi H₂S/sour service)Radiografia (RT)Su giunti critici, dopo PWHT completo
8. Riferimenti Normativi
EN ISO 15614-1 — Qualifica procedure di saldatura
NACE MR0175 / ISO 15156 — Requisiti durezza per servizio in ambiente H₂S (sour service), molto rilevante per i martensitici in oil&gas
EN ISO 5817 — Livelli di accettazione difetti
Riassunto Pratico da Cantiere
Preriscalda sempre (150-350°C secondo grado) — non è opzionale come per l'inox austenitico
Mantieni la temperatura di interpass, non far raffreddare il pezzo tra le passate
Usa materiale d'apporto essiccato e a basso idrogeno
Dopo la saldatura, non lasciare raffreddare il pezzo a temperatura ambiente prima del trattamento termico — passa subito al post-riscaldo/rinvenimento
Controlla con liquidi penetranti dopo il trattamento termico, non subito dopo la saldatura
Se non sai se è un grado "facile" (CA6NM) o "difficile" (440), verifica sempre la scheda tecnica del materiale prima di saldare